mercoledì 11 giugno 2014

Malva sylvestris - pianta medicinale della famiglia delle Malvaceae - work in progress



La  Malva sylvestris , che vive nei nostri campi, appare sempre in "cattiva forma"! Un po'  per le foglie secche un po' per gli insetti che gliele bucano, sembra sempre condurre una vita trasandata. 
E'  una pianta ricca di mucillagine, anzi ne produce in continuazione per contrastare la tendenza a lignificare. 
  Sono andata nei campi a cercarla ma, quella che ho trovato era davvero indegna di essere ritratta : povera!!!! Fortuna che dietro a casa nel parcheggio ne ho trovato una piccola che faceva al caso mio e l'ho trapiantata.



Non dice molto, ma è sicuramente in buono stato!!!
Ed eccomi al lavoro! Il progetto è di ritrarre la specie in toto, radice, sezione del fiore, calicetto e calice, frutto. La tavola deve essere piccola e quindi la farò su due fogli di carta  Fabriano.
 Questo sotto era il progetto iniziale, ma c'è troppo sullo stesso foglio 



Ecco qua  le fasi iniziali:

Ma la cosa che mi è piaciuta di più del mio studio, è stato l'utilizzo del mio nuovo microscopio digitale:
che mi piace moltissimo!!!!

Non sono ancora perfettamente a fuoco, ma ho già migliorato, confronto all'inizio!!!






dimenticavo... questo è la parte finale dello stilo, cioè lo stimma attorniato dagli stami con le loro antere.

giovedì 5 giugno 2014

CHIAVERNO – WILD ART FESTIVAL – PREMIAZIONE CONCORSO OASIS DISEGNA LA NATURA


               Dovendo andare a Chiaverano , mi sono concessa una settimana di vacanze in giro per la Lombardia ed ora eccomi ritornata a casa nella serena tranquillità. Lo sguardo accarezza  i propri cari, gli spazi di casa, un giro sul balcone a salutare le mie piante e con una tazza in mano, seduta davanti al mio lago, ritorno a pensare  agli avvenimenti ed alle persone nuove che ho conosciuto.

Chiaverano è un bel paesino  attorniato da Colline Moreniche, tipo le nostre del Garda, mi sentivo un po' a casa . La cerimonia di premiazione naturalmente è stata una gioia per tutti sia per chi ha ricevuto qualcosa, sia per le bellissime immagine del Concorso Fotografico al quale hanno partecipato  da tutto il mondo. Alcuni premiati che non hanno potuto essere presenti perchè provenienti dal paesi lontani, hanno mandato piccoli filmati in cui ringraziavano e spiegavano la loro foto. Trovo che questo sia veramente carino da parte loro: un atto di riguardo molto apprezzato.

Siamo stati anche invitati ad una cena di gala in un ristorante poco lontano. Ottima cucina!! Naturalmente noi disegnatori ci siano seduti tutti allo stesso tavolo per conoscerci, chiacchierare e ho conosciuto delle disegnatrici simpatiche ed aperte: una "ciacolata " tra donne e sì perchè  pare che il disegnare sia solo un " vizio femminile": Comunque ho conosciuto gente  simpatica,aperta e disponibile. Chi ho trovato particolarmente interessante? Elisa Plazio, zoologa che ha dato la tesi sullo studio di due farfalle esistenti solo in piccolo areale in Piemonte e che vivono in simbiosi con le formiche. I nomi naturalmente non li ricordo ma è interessante e non posso che apprezzare una giovane ragazza che oltre ad interessarsi di scienza, disegna.  Poi mi ha colpito Marina Coruzzi con i suoi Mosaici di Natura per la cui realizzazione, utilizza pezzi di foglie e fiori. Anche Gloria Marelli  dal sorriso gioioso, Lorena Massa, Chiara Bianco, Anna de Zuani , Beatrice Bonali. Insomma una vera festa , per la quale ringrazio. 

domenica 25 maggio 2014

CONCORSO OASIS DISEGNA LA NATURA

Abutilon theophrasti
acquerello su carta

Sono felice di dirvi che il mio lavoro, presentato al concorso Oasis Disegna la Natura, ha ricevuto dalla giuria la Menzione d'onore nella sezione  Botanica. 
HURRA!!!!!

mercoledì 14 maggio 2014

SPECIE COMMESTIBILI - COME SONO A PRIMAVERA - Sketch Soncus oleraceus


La rosetta primaverile pone sempre dubbi sull'identificazione .
 Tant'è che ogni primavera mi ritrovo ad avere infinite incertezze su ciò che vedo.
  Una signora di nome Anita che incontrai nel Parco degli Dei ed alla quale chiesi di insegnarmi quali erbe potevo mangiare, mi disse :
ogni foglia che guarda in su ha la sua virtù!
hum!!!! mi sembra che quasi tutte guardano in su. Per l'appunto!!!!
La scorsa primavera volevo sapere che cosa era una rosetta che porta delle spine morbide sulla foglia e sulla nervatura dal lato rovescio.
L'ho piantata nel vaso degli esperimenti ed ora ho un bel Cardo dei lanaioli ovvero Dipsacus fullonum L..




Ma come si vede dai fiori gialli, ho trapiantato anche un'altra rosetta , che si è ben sviluppata. Mi piaceva per le sue foglie  assomiglianti al Tarassaco, ma molto più incise e di un verde più scuro e brillante.
Ed infatti ecco qui 



anche crescendo ha mantenuto il suo fascino. 
Che dire uno sketch ci sta proprio !



Trattasi di Sonchus oleraceus

Il cardo ?  sto aspettando di vedere come procede e poi .....

Ho trovato questo filmato che illustra le rosette e sicuramente sarà un buon aiuto
spero non solo per me!!!

venerdì 9 maggio 2014

The Society of Botanical Artists , LONDRA Westminster Central Hall


Questo mio acquerello : 
Pharthenocissus quinquefolia con
Deilephila elpenor
in esposizione
dal  9 Maggio al 18 Maggio
 a
Botanical Garden Open Exhibition





domenica 4 maggio 2014

Serapias vomeracea - Colline Moreniche Lago di Garda - STUDIO FIORE



Nel 2009,  quando iniziai  a studiare le orchidee spontanee, la Serapia vomeracea fu una delle prime che incontrai e così feci questa tavola. Allora però non mi ero ancora posta  domande su come fosse fatto precisamente il fiore: ero all'inizio della mia conoscenza delle orchidee.
Ma già mi chiesi cosa fossero quelle due "orecchiette" scure che apparivano all'interno del casco.
Quest'anno finalmente mi sono decisa a prelevare un fiore, solo uno, in modo da non danneggiare la pianta, per aprirlo col piccolo bisturi ed iniziare lo studio botanico. 


La prima sorpresa è stata  che, aprendo il casco  ho scoperto che è formato dai 3 sepali
saldati tra di loro ma che all'interno esistono i 2 petali collocati precisamente alla base in mezzo ai 2 sepali mediani (come si vede nel disegno)



Certo avrei dovuto chiedermi prima da che cosa è esattamente composto il casco, ma non pensavo che i petali fossero così incastrati. Riflettendo : certamente un casco così espanso alla base non può essere fatto dai soli 3 sepali, perchè rimarrebbero delle fessure aperte alla sua  base e quindi probabilemente i petali servono a chiudere queste due fessure.
Le due famose orecchiette hanno provocato un secondo stupore perchè?
Semplice: chi va a pensare che il labello è composto da una "lingua",  che fuoriesce esternamente e, nella parte alta, da 2 "ali" che avvolgono la colonna?
Si vede benissimo nel disegno a grafite !  Mentre nel disegno col colore, immaginate di aver aperto le ali per vedere la colonna che porta i pollini.
Quindi le due "orecchiette" non sono altro che la parte superiore ricurva  del labello.



Riflettendo sui suoi colori, mi appare il suo particolare legame col sole, ma anche con la  densità della terra, praticamente un "essere" di unione tra i due.

Se prima questa orchidea era tra quelle che mi piacciono di più per i suoi colori caldi, adesso che la conosco bene , non posso non affermare quanto sia particolarmente bella.
 Vi auguro di incontrarla!!!!!

lunedì 28 aprile 2014

CHEPHALANTHERA LONGIFOLIA


Tre anni fa, fu la prima volta che la incontrai  ai margini del boschetto, sulla collina morenica. Ogni primavera l'ho osservata ricrescere qua è là  e sempre sapevo che prima o poi l'avrei ritratta. La guardavo con aria curiosa, con la consapevolezza della sua bellezza. Penso che quest'anno,  non mettetevi a ridere, lei l'abbia fatto apposta per sorprendermi :è cresciuta fino a 55 cm. Mai visto!! Solitamente la misura media varia dai 20 ai 30 cm.Come potevo  resistere: ho dovuto disegnarla, anche per rispetto a lei che mi ha scelto.
 Pensavo fosse facile visto la sua grandezza ma devo riconoscere che mi ha impegnato.



Infiorescenza 



Per rispettare la grandezza reale ho dovuto farla su due fogli.
Mi sono portata a casa un fiore, ma raccolto da un'altra pianta. 
Non avevo il coraggio di prelevarlo da lei.
L'ho studiato con l'aiuto del microscopio elettronico. è incredibile come è fatta la colonna . Mi  appassiona osservare per capire la struttura interna.
Praticamente ho prodotto tutte le possibili informazioni che mi saranno indispensabili quando farò la tavola finale. 
Mi piace e sono felice di queste scoperte.


domenica 20 aprile 2014

Buona Pasqua!

Ho ricevuto questi auguri cosi teneri che ho pensato di condividerli con voi 
Auguri con dolcezza!
e grazie a Paola

sabato 19 aprile 2014

Monti Tuscolani detti Comunemente Colli Albani - Seconda parte

Sempre camminando sulla Via Sacra abbiamo fatto incontri particolari.Questi massi segnalavano un bivio. Chissà quale storia racconterebbero!

al bivio

In uno dei nostri giri stavamo salendo, quando ci siamo avvicinate per osservare  dei Narcissus, mi scappa l'occhio e vedo una bella foglia maculata inconfondibile. Guardando meglio eccoti che spunta un bel boccio di orchidea
 Per quanto  ne so io, la posizione è strana perche è cresciuta dove il terreno è franato sulla strada, sotto le radici di un albero. 
Supponiamo sia una Dactylorizia ma quale esattamente non sappiamo.
Paola Petrucci che vive lì, la sta controllando ed il risultato è che per ora è diventata così: una infiorescenza con pochi fiori, bianchi (rarità)


Come si vede nella foto i boccioli stanno facendo la resupinazione, cioè stanno girandosi perchè  nel bocciolo il labello si trova in alto e quindi il fiore deve girare su se stesso per posizionarlo in basso. 
Siamo un po curiose di vedere la fioritura per capire che cosa è esattamente e intanto.......
pensiamo alle altre osservate in quei luoghi: Orchis, Platanthera b, ma di tutte abbiamo visto solo le rosette e quindi saranno ulteriori scoperte.



giovedì 17 aprile 2014

Monti Tuscolani detti comunemente Colli Albani

Come avete visto dal post precedente, mi sono recata all'inaugurazione della Mostra del Concorso Maria Vittoria Croce del Parco dei Castelli Romani e  quindi non potevo non andare alla scoperta di questi luoghi. La base era Ariccia che si trova nel mezzo dei due laghi, da lì ogni giorno siamo andate in giro nei boschi ad osservare le specie. Le ns mete sono state Monte Cavo,Lago di Nemi, la zona del Vivaro, Monte Tuscolo...perchè lì viene segnalata la presenza di  orchidee spontanee. Il luogo che abbiamo percorso in lungo e in largo è stato Monte Cavo, che non ci ha deluso anzi un posto magnifico, che mi piace moltissimo! L'antica Via Sacra che porta ancora i  lastroni romani,

conduce  alla cima dove si vede chiaramente la formazione geologica: la bocca dell'antico vulcano con dentro le tre caldere di cui due sono attualmente il lago di Albano e di Nemi ed la terza si è prosciugata, ma dall'alto, si vede benissimo il suo profilo. Se vi interessa   approfondire andate qui http://www.parcocastelliromani.it/geologia.



La biodiversità di questi luoghi è ancora abbondante Ho incontrato infatti tantissime varietà : queste sono per me nuove e sono  le più interessanti


Coridalys cava



Asphodelus macrocarpus meraviglioso alto cm 120

Orobanche caryophyllacea






giovedì 10 aprile 2014

1° concorso “Maria Vittoria Croce: La Natura con gli occhi del cuore" Scuderie Aldobrandini a Frascati.

con i miei lavori 

chiacchierando con Federico Gemma e Concetta Fiore ( di spalle)



Paola Petrucci con il suo Martin pescatore

Andare all'inaugurazione della mostra  mi è piaciuto in particolar modo sia per l'ubicazione nella meravigliosa Frascati che affascina per le sue ville famose, sia per l'atmosfera  gioviale e serena degli incontri che ho fatto. Tant'è che per vederla bene, nel silenzio, ci siamo ritornate dopo due giorni: proprio per gustare le opere naturalistiche, ma anche  per vedere  i lavori di Maria Vittoria a cui è dedicata la manifestazione. Alcune tavole sono in mostra altre invece, scorrono su uno schermo e siccome non le avevamo potute osservare accuratamente, e sarebbe stata una mancanza, abbiamo fatto ritorno.
Maria Vittoria ha ritratto  fiori, alberi, uccelli : di tutto un po presente nel Parco.
Riflettendo: quanto sentimento deve averla legata ai luoghi.
Ringrazio il Signor Franco che mi ha donato delle cartine e delle guide del Parco che ho veramente gradito.

martedì 25 marzo 2014

Barlia robertiana - che storia!!!!



Inaugurata la stagione 2014 con un'uscita alle stazioni di orchidee spontanee più vicine a dove abito. Mi incuriosiva anche capire come un inverno così piovoso, abbia influenzato il loro sviluppo. Alla prima stazione ho trovato Ophrys sphegodes in fiore (come sempre una delle prime)  e qualche rosetta di Pyramidalis.



 Alla seconda stazione tutto nella norma: rosette di Orchis militaris, Orchis simia, Listera ovata. Direi piuttosto "cicciottelle" ben nutrite. Alla terza stazione grande sorpresa la Barlia in piena fioritura con un leggero profumo. A proposito di questa orchidea, vi racconto:
due anni fa, quando la osservai per la prima volta, mentre ero lì a farne uno sketch, un bambino di circa 10 anni cominciò a sfrecciare con la sua bicicletta avanti e indietro. Mi ricordava i ragazzini del film E.T..  Compresi che c'era qualcosa di particolare !  Scambiammo due parole: mi spiegò che lui le controllava, le proteggeva dalle pecore che volevano mangiarsele e che abitando di fronte, con la finestra proprio in diretta sull'orchidea era sempre indaffarato a tenerla sottocchio. Quest'anno, come si intravede nella seconda foto, le ha protette con una rete metallica. Bravo Luca ed è grazie a te che si sono moltiplicate.
Tornando da scuola avrà trovato il biglietto di ringraziamento che abbiamo consegnato alla sua nonna.


Nella quarta stazione ecco le prime Orchis morio fiorite e rosette di Pyramidalis, Serapias, Tridentata, Apifera, germogli di Limodorum, nessun segno di Cephalentera. Presenza scarsa. Vuoi vedere che abbondanza di acqua significa meno esemplari ma più "grassi"?  Staremo a vedere!



venerdì 21 marzo 2014

1° concorso “Maria Vittoria Croce: La Natura con gli occhi del cuore"


che dire se non Buona Primavera!!!! 
Oggi giorno speciale!!!!

Con gioia posso dirvi che i tre lavori da me presentati a questo concorso hanno superato l'ammissione e verranno esposti alla mostra del concorso.  
Complimenti alla mia amica Paola Petrucci, che avrà anche lei due sue opere esposte.

lunedì 10 marzo 2014

I FIORI DEL MIO GIARDINO- Orto Botanico di Milano

Per una combinazione fortuita ho partecipato all'incontro "I FIORI DEL MIO GIARDINO" avvenuto presso l'Orto Botanico di Milano il 27 febbraio, organizzato dalla Rete Orti Botanici della Lombardia. Ero a Milano e  Rossella, una nuova amica, mi invita a raggiungerla all'Orto per questa conferenza. Da notare che tutte due abitiamo qui sul Lago di Garda e ci siamo date appuntamento a Milano: lei veniva in treno ed io ero già là da qualche giorno. Comunque ....
Il tema dell'incontro riguardava le piante autoctone (indigene) e quelle alloctone(aliene, invasive) e stimolava la riflessione su quanto poco ne conosciamo, su quante noi crediamo essere originarie dei nostri luoghi, perchè le abbiamo sempre viste ed invece  risultano essere provenienti da altri paesi. La relatrice Silvia Assini dell'Università di Pavia ci ha  raccontato del suo progetto sperimentale sulla coltivazione di specie autoctone in un normale giardino.  Ha spiegato chiaramente tutti le interessanti motivazioni ed i risultati ottenuti durante i tre anni di sperimentazione  testimoniati dalle  foto dell'orto dell'Università di Pavia . Sapete quanto io sia più interessata alle specie spontanee che alle cultivar , per cui questo incontro era proprio "pane per i miei denti" e sono contenta di non essere mancata. La botanica Silvia Assini, inoltre riesce a trasmettere la sua passione: mentre racconta dei sopralluoghi nella campagna della pianura, mentre coltiva specie nel giardino e mentre ne osserva il divenire. BRAVA!!!
Quando ha detto:"volevamo vedere come si comportano le piante se le portiamo a vivere in un habitat, non più selvatico ma simile al loro ambiente" e ci ha anche mostrato le foto del suo giardinetto di casa, naturalmente coltivato con le autoctone, mi ha veramente conquistato. Io, che porto a casa qualche "erbaccia "e la pianto sul mio balcone per studiarmela" ...... non potevo che apprezzare.
 Ottimo il suggerimento di acquistare semi di autoctone da vivai della ns pianura, cosi che le piante che cresceranno saranno veramente autoctone e non cresciute in qualche garden di chissà dove.
Su Gardenia di dicembre 2013 era apparso a pag 12, l'articolo che parlava proprio del progetto di Silvia Assini, e della aiuola di 18 metri quadrati all'interno dei Giardino Montanelli a Milano, coltivata a fiori selvatici propio secondo il progetto. Se penso che qui a Sirmione , avevano progettato di sostituire i pini marittimi della strada principale con delle palme, rabbrividisco! Certo che i pini marittimi non sono autoctoni, ma sostituirli con le palme!!!, che oltretutto sono nell'occhio del ciclone per via di quell'insetto che se le sta mangiando alla grande.......

domenica 23 febbraio 2014

Sirmione - Mostra Collettiva 2014

Anche quest'anno partecipo!
Esporrò parte della raccolta che illustra la "Teoria della Signatura " 

Il “Trattato delle Segnature”, che fa parte del “Basilica Chymica” di Oswald Crollius, è un antico testo del 1500, che enuncia le proprietà curative di alcune specie botaniche che portano nella loro struttura fisica, il “segno” dell’organo che possono curare.
L’artista botanica Renata Barilli sta studiando ed illustrando questo Trattato e ne presenta alcune tavole alla Mostra Collettiva degli Artisti Sirmionesi 2014 . Le opere sono:
·        Hepatica nobilis Schreb, recante il segno del fegato nel colore del rovescio delle sue foglie;
·        Equisetum telmateia Ehrh. recante il segno della colonna vertebrale perché composta da tanti dischi ad incastro come le vertebre;
·        Juglans regia L. recante il segno del cervello nel gheriglio della sua noce.
Nell’aprile del 2013, la raccolta è stata esposta con successo alla mostra internazionale “The Language of Flowers” di The Society of Botanical Artists di Londra (come da catalogo della mostra)

sabato 15 febbraio 2014

Sfinge delle viti -Deilephila elpenor

Dopo lo studio ecco la farfalla appoggiata sulla vita del Canada.
Da notare che le sue ali non sono trasparenti ma come per tutte le farfalle nottorne
sono ricoperte da peluria.

mercoledì 12 febbraio 2014

50 PIANTE che hanno cambiato il corso della STORIA di Bill LAWS

Il mio cammino artistico nell'arte botanica mi ha fatto incontrare sulla via, la Botanica come scienza, la Biodiversità come forza vitale della vita naturalistica, l'aspetto animico della Natura. A questo punto potendo solo determinare come sia il mio pormi di fronte alla Natura che non sto a descrivere perchè è scontato ormai, mi sono chiesta come si sia posto l'essere umano in generale oppure che tipo di relazione abbia costruito con essa. Per non cadere nelle solite affermazioni ho deciso di documentarmi leggendo un po'. Il primo libro che ho letto è stato Cacciatori di Piante (scelto per il fascino  dell'esplorazione) nel quale si racconta la vita di 11 personaggi di grande importanza che dagli inizi del 700 a tutto l'800 (quindi vite concatenate) hanno percorso la terra in lungo e in largo alla ricerca di nuove piante da riportare in patria. Ma di questo libro parlerò un altra volta  perchè c'è molto da dire sulla relazione di "sudditanza" della Natura e di molto altro, che l'Europa o meglio i paesi colonialisti europei realizzarono a quei tempi.
Oggi vi voglio parlare di
 50 PIANTE che hanno cambiato il corso della STORIA di Bill LAWS
Questa volta non si parla di bibliografia di esploratori, ma della bibliografia di 50 piante di importanza vitale ed è basilare conoscere ciò che fu. La pianta che mi ha colpito di più è la ERYTHOXYLUM COCA. Non può che stupire per la sua storia e dalla tavola botanica riportata deve essere anche una bella specie.
La coca, cresce nelle Ande del Sud America e, ai tempi degli Aztechi che vivevano ad altitudini superiori ai 3500 metri , si usava masticarne le foglie per riuscire a lavorare ed a percorrere lunghe distanze sulle montagne. Praticamente aveva la funzione di una "bombola d'ossigeno". Gli usi rimasero questi fino all'arrivo degli Spagnoli (XVI secolo) che accorgendosi delle sue proprietà, pensarono bene di darla abbondantemente agli schiavi occupati nelle miniere di estrazione dell'argento in Bolivia. Le condizioni di lavoro in queste miniere erano micidiali. Si può dire che senza l'uso della coca gli schiavi non avrebbero resistito e che allora era considerata un arbusto di poco costo. Da qui in poi questo fu il suo uso fino agli inizi del 900, quando fu studiata con fini medici e perfino Freud la sperimentò. Oggi cosa è diventata oggi ? Pare che non la somministrino più gli schiavisti, oggi la si prende in libertà, almeno così sembra, ma se si riflette sul "sistema" di super produzione o super consumo a cui l'individuo moderno deve sottostare perchè se non ce la fa, rischia così l'eliminazione dal sistema, si comprende che nulla è cambiato. Che dire sulla relazione che l'essere umano ha con questa pianta?

giovedì 30 gennaio 2014

Sfinge della vite - Deilephila elpenor

Rovistando nell'archivio delle mie foto fatte ogni qualvolta incontro soggetti interessanti, ho trovato questa bellessima Sfinge della vita oltre a questa Sfinge del Convolvo
Quest'ultima è più grande! Ordine Lepidoptera. Volano preferibilmente di notte. Comunque sia, sono proprio belle  e poi stanno ferme ed è facile fotografarle. Ho pensato di studiarmi quella della vite. Mi piace il  suo colore rosa e quando la trovai sulla tovaglia del ristorante, che era rosa salmone, pensai che vedendo il medesimo colore si era sentita a casa e quindi aveva deciso di starci qualche giorno e così fu.
Per essere sicura di non fare errori ho dovuto leggermi la descrizione della farfalla  al che ho capito che proprio non ne so quasi nulla .


Ora quando ne vedrò una saprò cosa guardare. Funziona sempre così finchè non si studia non si può notare ed apprezzare tutti i particolari
Adesso che mi viene in mente una volta ho fatto uno sketch di una pupa ( uno stadio  di trasformazione della farfalla) che avevo trovato incastrato nello stipite della finestra  e che mi aveva colpito perchè guardandolo al microscopio appariva fatto da innumerevoli piccole foglie. Lo cercherò.

venerdì 24 gennaio 2014

Magnolias: Paintings by Barbara Oozeerally


Per chi ama le Magnolie :
bellissimi lavori, peccato non poter andare a Kew a vederli! ma è già qualcosa poter ammirarli così!