lunedì 27 febbraio 2012

Limodorum abortivum ritratto in acquerello

Acquerello su carta Fabriano cm 34,7 x 36
La grandezza naturale di questo fiore è di circa  1,5  o 2  cm, circa
Avete visto in precedenza il disegno e lo studio delle ombre  ed ora ecco qui alcuni passaggi delle velature di colore.
preparazione ombre

prime velature con blu cobalto e Magenta di quinacridone

preparazione labello



labello terminato

Il passagio sucessivo è il completamento del gambo  e della brattea.

giovedì 16 febbraio 2012

Limodorum abortivum - orchidea terrestre selvatica

Questa  di orchidea terrestre è presente sulle colline moreniche bresciane intorno al Lago di Garda. La prima volta che la vidi era nel sottobosco e sembrava un asparago, molto dritta e soprattutto "striminzita". E' raro trovarla rigogliosa.

Questo è dovuto al fatto che è saprofita (vedi spiegazione nella pagina in alto Glossario Botanico). Il suo nome deriva da Leimodorum che significa "dono del prato" ed abortivum per indicare la mancanza di vere e proprie foglie come fossero abortite oppure, secondo la  "Teoria della segnatura", le sue presunte proprietà abortive. La  clorofilla è quasi assente e quindi necessita di un stretto rapporto di collaborazione tra i filamenti microscopici di fungo e le radici della pianta.
Pur producendo polline, è una pianta autogama ed in condizioni difficili, i fiori si autoimpollinano senza aprirsi  (cleistogamia).
Non possiede  rizotuberi , bensi un rizoma con numerose radici.
Conosco un luogo dove invece crescono rigogliose e dove ho scattato queste foto. Fiorisce da maggio a giugno ed è già da due anni che la studio . 


    








Il prossimo sarà un disegno ingrandito: un ritratto (come se fosse una persona).

martedì 14 febbraio 2012

Botanicus Digital Library


Come sapete sono appassionata di orchidee, ma anche di libri. Immagini di orchidee su libri antichi è davvero il massimo. Voglio "attaccarvi la malattia". Vi propongo quindi di andare a vedere i libri che il  Missouri Botanical Garden ha nella sua Biblioteca, che, raccolti in forma digitale, sono pubblicati su http://www.botanicus.org/browse.
 Nell' Home page trovate l'archivio generale, poi c'e l'archivio per autori, per titoli ,ecc . Se volete vedere qualche orchidea andate a destra in alto a Search, digitate Orchids, si aprirà l'elenco dei titoli e click sul  4 Dictionnaire iconographique des orchidees :direction & redaction par A. Cogniaux /dessins & aquarelles par A. Goossens. Inizierete così la visione dei vari volumi della raccolta. In alto a sinistra alla finestra: "about this title" click scenderà un elenco coi nomi delle varie specie, scegliete e poi avrete il volume che le riguarda. A sinistra della pagina appare la sucessione delle pagine  e lì trovate anche le immagini, click suTab. ed avrete la vs orchidea. E cosi inizierà il vostro viaggio. Naturalmente non ci sono solo orchidee: sta a voi la scelta. Buona visione e grazie al Missouri Botanical Garden Library, che ci permette tutto questo.



domenica 12 febbraio 2012

Odontobrassia 2°Parte -

Primo fiore

anche gli altri  sono a buon punto

fondo per le foglie

risultato finale
 

La gouache mi fa un pò soffrire, perchè i risultati che ottengo non sono ancora ciò che io vorrei. Ma non mi perdo d'animo perchè quando si studia una nuova tecnica, si sa si incontrano delle difficoltà ed umilmente bisogna riconoscerlo. Ad esempio: non ho ancora capito se bisogna preparare un fondo bianco oppure se il bianco deve essere aggiunto al colore mentre si lavora. Infatti l'osservazione è che se vuoi che il colore risulti brillante devi usare il bianco per coprire il fondo verde. Se io metto il fondo bianco, quando poi metto il verde, si mescola con il bianco sotto e tutto è in movimento. Bisogna fare velature ma se il colore è denso, diventa una mascheratura, se è troppo liquido il colore è morto.
Insomma devo pensarci su !!!! Nel frattempo vi invito a vedere questo bellissimo Amaryllis di Clair dipinto a gouache.  Ecco i risultati che vorrei riuscire a raggiungere.

mercoledì 8 febbraio 2012

The Botanical Chamber, the Temple of Karnak الحجرة النباتي

Andando indietro, alle origini della storia dell'arte botanica, si incontra la prima "Stanza Botanica" che risale a
Tuthmosis III che la fece costruire nel Tempio di Karnak a Luxor. Questo breve filmato all'inizio sembra non rivelare molto visto che la voce parla in egiziano, i sottotitoli sono in Inglese e quindi non si osservano i disegni "alla prima". Mentre se riguardato, svela dei disegni splendidi, nei quali si riconosco le varie specie. Quando l'occhio cattura il flusso dei colori scorrere e dare vita ai soggetti, subito appare la magnificenza della Stanza. Questo filmato costruito, così fluidamente, mi fa pensare all'acqua del Nilo che straripa e rende la terra fertile: il fiume del colore vivifica le antiche incisioni.
Da non perdere una chicca, nella sua delicatezza !!!!!!

domenica 5 febbraio 2012

Disegno botanico. è importante saper disegnare?

Si! Si e Si!!!!
 alla base dell'arte botanica è il disegnare e, non solo, soprattutto saper usare la prospettiva. Solitamente si conoscono le regole della prospettiva di paesaggi e luoghi in generale, il punto di fuga ecc. Certo...  anche queste fanno parte del disegno in generale, ma, osservando il disegno botanico, si realizza che..... bisogna approfondire il tema.
Fiori di Limodorum  grafite 
Molte volte, guadando un disegno, si ha l'impressione  che sia piatto, Sono d'accordo. Ma come si fa a renderlo tridimensionale solo usando poche righe, senza mettere le ombre con la matita?

E' necessario agire sul tratto della matita, vale a dire variare la pressione. 
Laddove le linee sono in primo piano bisogna appesantirle, mentre quelle in secondo piano, vale a dire più lontano dall'occhio, saranno leggere.
le linee in primo piano più vicine, all'occhio, sono più forti.

Si crea così la percezione del 3D.


mercoledì 1 febbraio 2012

CERVELLO? PROVIAMO AD USARLO

Durante la mia prima uscita del 2012 sulle Colline Moreniche, avvenuta la scorsa settimana in un giovedì assolato ma con vento gelido, sono discesa dal bosco attraverso una scarpata alla spiaggia sottostante. Naturalmente abbiamo scattato varie foto e osservando bene lo spettacolo naturale davanti a me, ho pensato che  una foto si prestava bene al seguente esperimento. Ricollegandoci al discorso sul CERVELLO PARTE DESTRA E SINISTRA vi invito a guardare quest'immagine.
vista dalla spiaggia sottostante la Rocca di Manerba

  • La prima volta noterete il paesaggio: direte questo è.......,quello è.......
  • ma la seconda, se non interpretate verbalmente ciò che vedete e quindi, usando la parte destra del cervello, quella della fantasia, osserverete  che....................
Potrebbe essere che, guardando "alla prima" questa foto, l'osservatore veda ciò che si nasconde, questo significherebbe che nessuna delle due parti, destra o sinistra, predomina sull'altra e che quindi entrano in azione a seconda della consapevolezza che l'individuo mette a disposizione al momento.
Da bambini giocavamo distesi sul prato a guardare le nuvole e nominando le forme che esse prendevano. Un divertente esercizio per sviluppare la parte destra del cervello, che nei bambini è attivissima.