mercoledì 8 maggio 2013

ARTE BOTANICA NEL TERZO MILLENNIO - Museo della Grafica Pisa

Arte Botanica nel terzo millennio
Botanical Art into the third Millennium
20 aprile - 15 luglio 2013 
April 20 - July 15  2013

venerdì 3 maggio 2013

The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Hepatica nobilis

L'Hepatica nobilis si trova nel sottobosco sulle nostre colline moreniche. Secondo Oswald Crollius, nel suo Tractatus de Signaturis, porta la segnatura del fegato sia per la forma triloba della foglia che per il colore presente sul suo rovescio. Mi spiace che la grafite sia difficile da scansionare, ma ....

lunedì 29 aprile 2013

The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Junglas regia

grafite 
Sentiamo spesso dire che le noci fanno bene al cervello.  Infatti nella noce c'è la segnatura del cervello e nel gheriglio la segnatura della scatola cranica.

martedì 23 aprile 2013

Margaret Flockton Award 2013

Primo vincitore Rogerio Lupo
  Brasile per Vellozia perdicipes sp.nov.
 riconoscimento di merito aKlei Sousa
dal Brazil per 
Cattleya forbesii

















 riconoscimento di merito a Edmundo Saavedra Vidal
dal Mexico per 
Dennstaedtiaceae in Veracruz


Margaret_Flockton_Award_2013_exhibition_details 
 la più grande disegnatrice australiana dei primi del 900, alla quale è dedicata una fondazione che assegna, ogni anno,  riconoscimenti ai   migliori lavori a grafite o inchiostro. Le tavole, provenienti da tutte le parti del mondo, devono documentare le caratteristiche botanica della specie.
per conoscerla meglio vai a Margaret_Flockton
Bellissimi !!! ma la felce colpisce per la sua precisione e la Cattleya mi piace per la dolcezza della grafite

domenica 21 aprile 2013

The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Londra EQUISETUM TELMATEIA

Finalmente posso mostrarvi i miei lavori esposti alla mostra  di Londra. 

Dopo che aver pubblicato tutte le varie fasi di studio dei questa interessantissima specie che, O. Crollius cita nel suo Trattato delle Segnature, quale segnatura della spina dorsale in quanto, entrambe, pianta e organo umano, sono fatte ad incastro delle varie sezioni delle parti componenti, ho riunito il tutto e disegnato ad inchiostro questa tavola. 
Come si può vedere, l'Equisetum presenta questa caratteristica nel fusto, nella composizione degli aghi , mentre la spina dorsale umana la presenta nelle vertebre e dischi vari.
Come sapete la mostra  si intitolava "Il linguaggio dei fiori o piante", e nel "covare i miei pensieri" emerse la riflessione che in realtà è l'uomo ad attribuire un significato ai fiori, se ne serve per dire qualcosa a qualcuno, ma ad essi non interessa niente di dire "ti amo" o" ti penso" o "ti invidio" "innocenza" ecc.
Siamo noi che li facciamo parlare.
Esiste un vero linguaggio allora??? 
Si.. il primordiale linguaggio sono i segnali che i fiori emettono per attirare l'insetto, per compiere la loro funzione principale di moltiplicare la specie. Ad esempio le orchidee selvatiche assumono le sembianze dell'insetto pronubo e emettono perfino l'odore,  cosicchè questi le scambi per femmine della sua specie e le visiti per fecondarle. 
Il secondo caso è questo:  portare il segno di ciò che possono curare o  meglio di ciò che ha la medesima energia.
Oggi sappiamo che l'Equisetum contiene in buona quantità di acido silicico, ossalico, sali di potassio, saponoside, flavonoidi, ecc. e che è una delle specie rimineralizzanti più valida. Infatti l'acido silicico aumenta l'elasticità dei tessuti, giova alla ricostruzione dello scheletro e quindi accelera la guarigione delle fratture.

venerdì 19 aprile 2013

venerdì 12 aprile 2013

Tractatus de signaturis



Grazie ad Alena, che mi ha inviato la foto delle mie opere esposte alla Mostra di Londra, dicendomi anche "Seen your works, beautiful. Overheard quite few very complimentary comments about them from visitors. Well done!! "
Complimenti a tutte le artiste ed artisti del Corso n. 8 del Distance Diploma Learning Course  di The Society of Botanical Artists  che si sono diplomate ed hanno ricevuto i loro diplomi in un giorno speciale della mostra. Arrivare alla fine di un percorso di studio  così impegnativo e lungo, è una grande conquista. Non importa con che  riconoscimento, ma la differenza è data da quanto si è imparato e maturato. 
Bravissimi e grandi applausi per loro tutti.

Spero in futuro di vedere anche qualche nome italiano. L'internazionalità di questa scuola unisce studenti da tutto il mondo: Australia, Argentina, Brasile, Canada, USA,Sud Africa, Europa tutta
Forza anche noi dobbiamo essere presenti.
 Il ritrovarsi tutti nel GruppoStudents & Graduates of SBA DLDC su FaceBook, favorisce e promuove non solo scambi artistici, ma sopratutto esperienze e conoscenza botaniche importanti.

lunedì 8 aprile 2013

sabato 6 aprile 2013

Prima uscita primaverile

Uscita primaverile 2013 sulle Colline Moreniche del Garda e, su indicazione, sono riuscita a trovare questa Barlia: magnifica! Un giorno so che le farò un bel ritratto. Succede sempre così: prima per due o tre fioriture mi avvicino alla specie e dopo piano piano arrivo al punto che, divenuta a me cara, un anno la disegno e l'anno successivo passo al colore. Questo esemplare deve essere molto gustoso, perchè un insetto si è mangiato gran parte  dei boccioli. Ma la cosa più bella che è accaduta è stato che: un bambino di circa 10 anni vagava in bici come nel film ET e a più riprese, si è avvicinato a vedere  cosa stavamo facendo.Allora Bernadette gli  ha chiesto  se sapeva che fiore fosse quello  che stavamo fotografando. Con nostro stupore ha detto " si, è un'orchidea e la sto controllando. Quando vengono le pecore a pascolare ho una gabbietta, gliela metto sopra così non se la mangiano, perchè quelle mangiano tutto!!" Che sorpresa lui ci stava controllando!!! Che gioia sapere che qualcuno la protegge visto che la Barlia dell'anno scorso, dall'altra parte del Lago, è sparita. Qualcuno ha pensato bene di scavare e prenderla. Non capisco: è risaputo che fuori dal loro ambiente, non resistono perchè hanno un legame di sopravvivenza con miceti vari presenti nel loro suolo.Cosa che è difficile si ripresenti o venga ricostruita in un 'altra parte perfettamente uguale. Eppure, ogni tanto, c'è qualche furbo che si illude di poterla allevare "in cattività" e così la porta a morte certa. Se fosse così facile riprodurle, le varie serre avrebbero già provveduto, come hanno fatto con quelle equatoriali.
Insomma non c'è senno nell'uomo!!!! A parte tutto questo mio brontolare, poi  son andata  su un'altra collina a cercare la Ophrys sphegodes, che è sempre tra le prime a fiorire.




Ed ecco trovata anche l'amata Pulsatilla

Nonostante la stagione sia indietro e fa ancora troppo freddo per poter stare fermi a disegnare, i fiori cominciano  a mostrarsi e invitano all'osservazione


domenica 31 marzo 2013

Equisetum t. sketch di fusti fertili

Una delle domande più frequenti che ricevo è: come si procede per fare uno studio?
Lo studio oltre ad essere composto dallo sketch, che è il rilevamento visivo dei punti più interessanti, dei colori ecc. comprende l'osservazione botanica che viene scritta come una scheda di annotazioni  e riporta  domande, dubbi,  insomma tutto ciò che mi passa per la testa quando guardo. Questo è un piccolo esempio, un foglio iniziale





Inoltre vado spesso a guardare le schede descrittive della specie, oppure vado a documentarmi sui termini botanici, sulla formazione delle varie parti scientifiche, verifico i dubbi (che sono tanti), guardo foto per capire le differenze ecc.. Il web è molto utile in questa fase di ricerca.
 Dimenticavo..... in genere gli sketch, anche se sembrano  di poca importanza anzi quasi brutti, rivelano l'armonia delle linee che l'occhio riesce a trasferire  direttamente dalla tridimensionalità  sulla carta, la spontaneità  che non avverrebbe se disegnato da fotografia. Infatti  rielaboro sempre i miei skecht  per giungere alla versione finale e là dove ho dubbi, rileggo la mia scheda di osservazione. A parte che dopo averla studiata così tanto nel mio cervello c'è già tutto e quindi mi accorgo delle infedeltà che potrei produrre.
Un ultima osservazione:  il contatto così stretto con il soggetto a volte svela inaspettate sensazioni olfattive, perchè, sempre secondo la mia esperienza, ti avvicini e non senti nessun odore. Poi quando l'hai sul tavolo scopri che sì durante il giorno non ha odore ma verso sera emette un profumo, oppure senti l'odore del fondo del bosco. Come ad esempio... ero al lavoro con la Pulmonaria e  verso sera profumo di bosco misto a profumo di fiore. Oppure lo sapevate che alcune orchidee che sembrano inodori, profumano di mattino, e non di notte?  Che la Datura m. profuma di notte e non di giorno? Osservare, osservate !!!!! Annusare!!!!! e Toccate la pianta, non si è mai finito di capire. di relazionarsi con la natura.

mercoledì 27 marzo 2013

Equisetum telmateia- stroboli

Ieri sono andata a controllare se la stazione dell'Equisetum t. era ancora dormiente ed invece grande sorpresa :

Quattro fusti fertili che da destra a sinistra mostrano la diversa fase di sviluppo 


in questa foto si può notare come lo strobilo sviluppandosi,
 distanzia i vari sporofilli con le spore (parte verde) ancora attaccate .



 sezione dello strobolo


sezione  dello strobolo nella parte del gambo 
quindi si vede l'interno del gambo


ingrandimento strobolo decapitato
e visto orrizzontalmente

ingrandimento sezione di gambo


Ho fatto uno buon studio.
la parte più affascinante è stata vedere gli sporangi al microscopio.
Dunque con questo ultima parte, lo studio della specie è completato. Deduco che il ciclo vitale sia: 
a primavera dal rizoma spuntano i fusti fertili., che erano già ingemmati sotto terra a novembre (ricordate le foto?). Gli stroboli  portano  sporofilli pieni di spore che, cadute sul terreno,  danno vita a nuovi fusti sterili. Questa è la mia osservazione. Ora mi chiedo i fusti sterili nascono anche dai vecchi rizomi?? Oppure solo dalle nuove spore?
Riflettendo.... siccome è definita perenne, quindi a vita continua, dal rizoma dovrebbe continuare la vita e non solo limitarsi ad una stagione. Se qualcuno di voi potrebbe confermare o suggerire, sarei felicissima dell'aiuto.

sabato 23 marzo 2013

Bianco e nero

Per coloro che sono interessati al disegno e continuous tone, è molto interessante questa raccolta di foto in bianco nero. L'osservazione dei vari soggetti abitua l'occhio ad individuare e comprendere luci ed ombre. http://www.chrisdeedes.com/page10.htm
anche se si tratta di fotografia bisogna sottolineare quanto è bravo l'artista e quanto, simile al nostro, è il suo punto di vista.

mercoledì 20 marzo 2013

Tulipani - Vecchio catalogo nelle raccolte NEHA

Ricordate la storia dei tulipani?  potrete vedere in questo libro on line nelle Collezioni speciali di NEHA un esempio di "catalogo di vendita" del 1630. Andando in basso a sinistra e facendo click sul nome di un fiore, si aprirà la pagina del libro. In alto poi si potrà andare a vederne altre. Buona visione

giovedì 14 marzo 2013

Il colore dei fiori – Acquerelli di Maria Rita Stirpe”


“Il colore dei fiori – Acquerelli di Maria Rita Stirpe”
Mostra di acquerelli botanici e lezioni – dimostrazioni.
dal 22 al 24 marzo 2013
Il Mondo Creativo - Bologna Fiere
 L’associazione culturale “ Hortus Artis, il Giardino dell’Arte ” sarà presente a Garden & Green, settore dedicato al verde de Il mondo creativo, presentando la mostra ” Il colore dei fiori – Acquerelli botanici di Maria Rita Stirpe “, dal 22 al 24 Marzo 2013 in programma presso Bologna Fiere.
L’artista incontrerà gli appassionati tenendo un breve percorso storico che racconta le origini dell’illustrazione botanica, un genere artistico fondamentale per lo sviluppo delle conoscenze botaniche e scientifiche nella storia.
Le lezioni-dimostrazione guideranno i presenti attraverso gli aspetti fondamentali dell’acquerello botanico, studiando insieme all’artista il colore di fiori, foglie e piccoli frutti, delle loro caratteristiche forme e particolarità botaniche, per imparare a fermare sulla carta e realizzare un piccolo ritratto botanico.
 Venerdì 22 Marzo 2013
- ore 17,00: L’Iconografia Botanica dalle origini al “600 (ingresso libero).
Sabato 23 e domenica 24 Marzo 2013
- ore 10,30 – 12,30; 14 – 16: Il colore dei fiori, corsi di acquerello botanico.
 Per partecipare ai corsi è necessario prenotarsi, scrivendo a :

lunedì 11 marzo 2013

giovedì 7 marzo 2013

Pulmonaria officinalis - fiori

La Pulmonaria è fiorita sul mio terrazzo, finalmente!!!così ho fatto il mio studio: molte le osservazioni.
Foglie alla base con gambo piatto piuttosto lungo dopo lo sviluppo totale, formanti un rosetta, dal centro
della quale parte lo stelo dell'infiorescenza. Su questo stelo le foglie non hanno picciolo quindi diventano sessili, avvolgenti ed alternate. Dove la foglia si attacca allo stelo centrale, nasce un nuovo stelo che sembra aggiungersi a quello esistente ingrossandolo. L'infiorescenze nascono alternate come le foglie, ovviamente perchè da ogni foglia nasce un nuovo stelo. Questo stelo si divide sempre in due nuovi steli che portano due stipole e i fiori. Fiori formati da un calice di 5 sepali dal quale esce una corolla formata da 5 petali saldati insieme di colore violetto, 5 stami rosati che quando la corolla cade rimangono attaccati al suo interno. Da notare che i boccioli sono rosa Opera e man mano che il fiore matura vira al violetto . Caratteristica tipica 
della famiglia delle  boraginaceae . Se non fosse che l'ho vista con le sue foglie grandi nella versione estiva, stenterei a credere che, quelle grosse foglie che ho disegnato appartengano alla stessa specie. Le macchiette chiare sono presenti anche in questa  fase della crescita, anche se molto piccole.

lunedì 4 marzo 2013

Specie carnivore


Da quanto ne so, le piante trasformano magnesio per formare la clorofilla, ma utilizzano anche ferro che rimane esterno ad esse. Le piante carnivore cosa fanno? Nel corpo degli insetti che intrappolano, c'è il ferro, come nella carne che mangiamo noi umani? Se si, le carnivore sono più vicine al mondo animale che a quello vegetale? Sono ad un livello intermedio nella scale dei "mondi"?

venerdì 1 marzo 2013

Mostra Collettiva di Sirmione


Eccomi qui, dopo una settimana di influenza, mi sono decisa ad uscire e naturalmente sono andata a vedere la mostra. Ero andata all'inaugurazione già febbricitante e quindi non avevo neanche scattato foto.

lunedì 25 febbraio 2013

The Society of Botanical Artists. Mostra 2013 Londra

dal 13 al 21 Aprile 2013
Westminster Central Hall - Londra

BUONE NOTIZIE!!

Condivido con voi la gioia di poter esporre anche quest'anno alla mostra di Londra.
La Commissione di selezione della mostra ha apprezzato ed ammesso i miei lavori.
Visto il titolo "Il linguaggio dei fiori", ho prodotto tavole che documentano 4 specie botaniche ,citate nel  Trattato delle Segnature di Oswald Crollius 
compreso nell'opera BASILICA CHIMICA, De SignaturisPlantarum Humana Membra...
 (pag 17 ,ultima parte)
Sono 2 tavole a grafite, 1 ad inchiostro ed 1 grafite ed acquerello.
Per spiegare di cosa si tratta, vi invito a leggere quanto segue:

SPECIE BOTANICHE “TRATTATO DELLE SEGNATURE”
Tavole botaniche di Renata Barilli
In passato, quando la Medicina ufficiale non poteva ancora  scientificamente determinare gli elementi curativi contenuti in una determinata specie botanica e la loro sinergia nella cura di una malattia, i dottori si servivano di conoscenze antiche tramandate verbalmente.  Proprio secondo gli antichi “saperi” alcune piante portano nella loro forma o struttura fisica, nella loro colorazione oppure direttamente nel loro nome, la traccia o il collegamento  all’organo che esse sono in grado di curare.
 Il primo a scrivere di “Segnatura “ fu Paracelso che l’attribuì a tutti gli elementi del Creato. Nel 1600 circa Oswald Crollius raccolse  i suoi studi nel  “TRATTATO DELLE SEGNATURE”, nel quale appare un capitolo tutto dedicato proprio alle specie botaniche che comunicano all’essere umano le loro proprietà curative, attraverso la presenza nella loro morfologia, del segno dell’organo che possono curare. Dapprima la “TEORIA DELLA SEGNATURA” fu considerata  una superstizione popolare, mentre oggi la scienza ha dimostrato che effettivamente la sinergia degli  elementi contenuti in queste specie, contribuisce alla guarigione della malattia.
Le specie delle tavole che presento, sono state scelte  perché si trovano allo stato selvatico sul territorio dove io vivo   quindi sono  ritratte dal vero.

DELLA SEGNATURA DELLE PIANTE RAPPRESENTANTI LE PARTI DEL
CORPO UMANO

Del capo
LA NOCE    Juglans regia L.
poiché la scorza verde rappresenta il pericranio; è per questo che il loro sale serve per le
piaghe del pericranio.
La scorza dura assomiglia al cranio, la pellicina che lo circonda rappresenta le meningi o
la membrana del cervello. Il nucleo mostra senz'altro il cervello, per la qual ragione ne
scaccia i veleni….
Dei polmoni
POLMONARIA   Pulmonaria hirta L.
Ve n'è una di una specie cosparsa di macchiette biancastre che non ha meno virtù delle
altre, messa in decotto come le precedenti.
Della spina dorsale 
CODA CAVALLINA  Equisetum arvense L.
La coda cavallina ne reca la vera segnatura poiché lo stelo si presenta simile a piccoli
segmenti come la spina dorsale, per cui essa é buona per il mal di schiena.
Del fegato
HANEMONE HEPATICA   Hepatica nobilis Schreb.
ha pure in sè una particolare virtù per le affezioni del fegato.

Questo progetto di unione tra arte , scienza, medicina e botanica, è iniziato la scorsa primavera. quando appresi l'argomento della Mostra e, come avete potuto vedere dai posts, è stato sviluppato durante tutto l'anno. Sono molto fiera di avere lavorato in questa direzione, perchè la mia idea di disegno botanico è proprio questa: a tutto campo.

Mi scuso se non pubblico momentaneamente le immagini perchè per correttezza e, nel rispetto della mostra, le pubblicherò durante o dopo l'esposizione.
Naturalmente il progetto prosegue.


mercoledì 20 febbraio 2013

Girasole di Lizzie Harper

Dedicato a Roberta di Napoli per augurarle buon studio!! e naturalmente a tutti quelli che iniziano !!
La fluidità del movimento fa venire voglia di farlo e con la musica ancora di più!

lunedì 18 febbraio 2013

LATINO. quanto è importante la classificazione delle specie

Learning plants' Latin names helps gardeners make informed choices
http://www.denverpost.com/style/ci_20798224?source=pop


Questo articolo è molto interessante, spiega quanto sia importante usare termini latini per classificare le specie botaniche, oltre che a sottolineare il fatto che, spesso già nel termine latino è riportata una delle caratteristiche della pianta ad esempio albus = bianco  oppure chinensis = proveniente  dalla China  eccetera. Per noi italiani sono abbastanza comprensibili ma per coloro di altre lingue ...... L'articolo è rivolto ai giardinieri ma è molto utile anche a noi, che in fondo siamo dei piccoli giardinieri che si occupano di crescere le piante che vogliono disegnare. Vi segnalo anche etimologia dei nomi botanici e micologici dell'Acta Plantarum un inesauribile fonte dalla quale attingere.

Sirmione Mostra Collettiva 2013


venerdì 15 febbraio 2013

Kickxia elantine (L) Durmort

acquerello su carta Fabriano
cm 65x48

Lavoro finito. So che la scansione non rende la sua bellezza, ma credetemi non è stato facile riunire 6 pezzi di scansione. Purtroppo non ho la pazienza sufficiente per ripulire il fondo dalle ombre dovute alla riunione delle parti: perdonatemi
ma ,già lavorarlo è stato impegnativo. Qui non si vede ma è tutto ricoperto di peletti sia le foglie che i rami.  Ora dovrò prepararlo incorniciato per la mostra di quest'anno Collettiva degli artisti sirmionesi che si terrà a Palazzo Callas dal 23 febbraio al 17 marzo.
Giorni ed orari di apertura sono ancora da pubblicare.

lunedì 11 febbraio 2013

Ombre, luci e forma



Shading Light and Form - Basics  ProkoTV·

Questo video nonostante sia in inglese è molto comprensibile, sia per l'ottima pronuncia che le annotazioni sottostanti. Bloccando l'immagine si ha il tempo di tradurle. La spiegazione è ben fatta e ripassarla ha fatto bene anche a me naturalmente. 

domenica 3 febbraio 2013

Kickxia e. studio


a grandi linee, questo dovrebbe essere il progetto.  sono le annotazioni di allora. Ho terminato di disegnarla. su carta Fabriano artistico  cm 48 x 65. Prevedo già che sarà una lavorata: chissà cosa mi aspetta!! Tutto su punta di pennello per le parti fini. La carta usata allora era una carta martellata a mano, molto pelosa, che mi piaceva per il senso di antico che dava al disegno, ma che ho dovuto abbandonare perchè si mangia il colore come una carta assorbente ed è impossibile tirarlo. Ecco perchè l'ho rifatta su un'altra carta. Carta di questo tipo non saprei per cosa usarla . La linea scura che si vede al centro è dovuta la fatto che ho riunito due scansioni effettuate separatamente viste le dimensioni del foglio. Da quando utilizzo le istruzioni di Mindy Lighthipe per fare scansioni posso anche farvi vedere i lavori in toto e non a pezzi come in passato. Che ne dite? è poco bella la Kickxia elentine?

mercoledì 30 gennaio 2013

Kickxia elatine (L.) Dumort.


Mettendo un po di ordine tra i miei appunti botanici, ho ritrovato i disegni e la registrazione dei colori della Kickxia. Nel 2009, aiutai Bernadette a fare i rilevamenti botanici all' OASI SAN FRANCESCO di Desenzano, non poco distante da casa, e rimasi affascinata da questa specie che vive nella fascia arida del terreno, prima di inoltrarsi verso la zona umida ed il canneto. La chiamai "la pianta dei topolini" perchè i suoi piccoli fiori mi ricordano dei piccoli topolini meccanici, quelli con sotto le rotelle che si caricano con una chiavetta, ricordo dei tempi passati quando i nostri  giochi erano ancora meccanici.
Per capire le particolarità di questa pianta, potete guardare questa scheda e le foto. Attenzione però vista così non dice granchè, ma allontanando la vegetazione nella quale si insinua e si cela timidamente, appare una sorpresa: dal piccolo fusto centrale che esce dal terreno, si dirama una cascata di  rami  filiformi, lassi, pieni di piccole foglioline. vedrete che bella.!!!!


sabato 26 gennaio 2013

Che succede???

Stasera guardando con calma il mio caro blog, ho trovato dei messaggi lasciati da voi amici, che, pur essendo stati scritti a dicembre, non erano ancora apparsi nell'archivio. Non so cosa sia successo? D'accordo che in questi ultimi tempi non ho pubblicato molto, però un'occhiata la davo abbastanza spesso!!  Mistero!!! A volte comunque penso di non essere ancora molto esperta nel gestire il blog. Con questi sistemi non ti puoi incantare un attimo che già sono state inserite novità di procedura o altro, che richiedono un cambio di automatismi. Praticamente non c'è pericolo che il cervello invecchi. Tranquilli!!!   Comunque sono ancora in tempo a scusarmi  per il ritardo con cui vi ringrazio. Ultimamente sono stata indaffarata : ho lavorato sodo!! Ho preparato dei lavori a graphite ed il ritratto dell'equisetum t. ad inchiostro. Certo non poteva che essere così!!!  Presto vi racconterò i dettagli; però vi dico subito che ......sono proprio contenta del mio lavoro!!!!

domenica 13 gennaio 2013

Cotone d'inverno

Il cotone in inverno apre i suoi frutti ed offre la fibra. Anche se la foto non è proprio bella, mostra i vari stadi dell'apertura e perfino un frutto ancora chiuso. Bisogna che mi ricordi di raccoglierli perchè se si conservano così come sono, sarebbero del buonissimo materiale di studio. Un giorno mi deciderò a fare una tavola con la successione di tutte le sue fasi.

mercoledì 9 gennaio 2013

ALL'OMBRA DELLE FARFALLE di Francesca Marzotto Caotorta




Il titolo non sembra essere in completa sintonia con l'argomento. Ci si aspetterebbe infatti che, occupandosi di flora e tradizioni, ne riportasse un accenno, una liaison.
In realtà nel leggere il libro, si comprende la sua specificità: 
come le farfalle col battito delle loro ali, attirano  la nostra attenzione e, posandosi qua e là, ci invitano ad osservare il soggetto su cui si posano (quasi fossero una freccia indicante), così l'autrice ci conduce qua e là, nel giardino della vita, nella storia, nelle scienze. Col suo raccontare leggiadro nutre la nostra consapevolezza del bello, dell'armonioso, del sensibile.
La scrittrice lo definisce un carnet di viaggio pieno di accadimenti e riflessioni.
Sì, sono d'accordo con lei: 
un carnet riempito di tutto un po', non alla rinfusa, bensì seguendo il battito delle ali del cuore, per nutrire anche l'aspetto positivo ed estetico che ci dona la vita.
Un grazie a Marta che me lo ha suggerito.

venerdì 4 gennaio 2013

Equisetum. La difficoltà nella sua classificazione

I post precedenti riguardanti l'Equisetum  arvense, portano un errore nella classificazione: infatti trattasi non di arvense, bensì  di EQUISETUM TELMATEIA.
Come sono giunta a questo mio errore di classificazione? 
Parlando con  Mary,  mia cara amica che si occupa di piante officinali, come potete vedere in http://www.lessenzanelbosco.it/ita/home
ho appreso che per l'esatta classificazione di questa specie, è necessario contare i denti che costituiscono la guaina presente sugli internodi della fronda fertile ( che sarebbe quella primaverile che porta le spore):
 E.arvense porta da 8 a 10 denti, ma  E. telemateia da 10 a 20.
Inoltre il fusto di quest'ultimo è bianco, mentre nell'arvense è verde.
Quindi l'Equisetum da me trovato e studiato, non è l'arvense, ma il telmateia.
Nelle foto si nota benissimo il fusto bianco e i denti numerosi.
Per tutte queste precisazioni devo ringraziare un vero Botanico, che molto gentilmente mi ha aiutato.
Della serie non si ha mai finito di imparare!!!!!
per mia fortuna!!!!
Struttura geometrica della specie, disegnata soprattutto per la prospettiva .

domenica 23 dicembre 2012

Natale 2012


AUGURI 
DI BUONA SALUTE
solitamente per salute si intende assenza di malattia
ma anche
"Salute è la forza e la capacità di divenire ciò che siamo,superando tutto ciò che lo impedisce"
per giungere allo stato risultante che consiste in
"un armonico concorrere di processi diversi che caratterizzano
 l'uomo al servizio di un idea che segue il senso della vita"
(dr. Harald Kinadeter)
tratto da
Servirsi della Luna - J Paungger T Poppe

venerdì 14 dicembre 2012

Equisetum arvense corretto E. telmateia

Eccolo quà, ho recuperato le foto che avevo scattato l'estate scorsa






Il fusto è composto da segmenti che si inseriscono l'uno nell'altro a telescopio. Non so se la definizione è giusta ma è proprio così, come si vede nella foto. 
Le foglie, che richiamano gli aghi del pino, è fatta di altrettanti segmenti inseriti gli uni negli altri.
Non vi dico cosa sia disegnarla!!!
L'unica parte che mi manca, e che spero di trovare a primavera, è  la pianta femminile che produce le spore. 
Così a primavera lo studio sarà completo

sabato 8 dicembre 2012

Equisetum arvense corretto in E. telmateia - fam. Equisetaceae - parte ipogea



Una delle specie veramente insolite per la sua struttura, è l'Equisetum che noi chiamiamo Coda cavallina. Si tratta di una specie molto antica.Famosa per le sue proprietà dovute ai sali minerali che contiene, vive in ambienti dove abbonda l'acqua. Capita ancora di vederla ai bordi di alcune strade, sistemata vicina ai fossati. Purtroppo proprio perchè la si trova sui bordi delle strade non è possibile utilizzare quella che si potrebbe raccogliere e così per le mie tisane rimineralizzanti, l'acquisto in erboristeria. Quest'estate ho scoperto dove cresce nei dintorni, così ho cominciato a studiarla e con sorpresa l'altro giorno ho visto che c'è ancora, nonostante il freddo. Mi aspettavo che in inverno sparisse, invece eccola lì. Ho raccolto due o tre piante e nel tirarle su, ho strappato anche la parte interrata. Sorpresa! gli stroboli sono già presenti sulla radice, ma non affiorano ancora in superficie. Già pronti per la prossima primavera, se la dormono sotto il terreno. L'Equisetum non si riproduce per seme, come i funghi si riproduce per mezzo di spore rilasciate. Quello che mi piace dello studiare le piante è che non basta incontrarle una volta, per capirle è necessario seguirle per più di un anno, osservarle nel loro ciclo vitale. Allora sì che, anche se non ti ricordi i nomi di tutte le varie parte, puoi dire di conoscere il come, il dove, il quando.


mercoledì 5 dicembre 2012

Habanero peperoncino, varietà chocolade


 A settembre ho riceuto in regalo questo peperoncino . Si chiama Habanero ed è di un bel colore cioccolato. é stato coltivato qui da noi, ma proviene dalla penisola dello Yucatan. Si dice sia uno dei più piccanti e a conferma di ciò, posso dire che, quando l'ho aperto per prendere i semi per la mia coltivazione del prossimo anno, ho subito cominciato a starnutire e non solo, alla fine dell'operazione le mie labbra erano piccantissime. Probabilmente la capsaicina è così abbondante che si volatizza alla grande. Non ho ancora avuto il coraggio di mangiarlo in qualche piatto. Si dice che sia ottimo nel cioccolato. Mi toccherà farmi una cioccolata calda!!!!
Quindi l'anno prossimo avrò 6 specie di Capsicum chinense da seminare. Finchè non le disegnerò continuerò le mie osservazioni dirette. A proposito ecco lo sketch anche se ero indaffarata, ho dovuto