dedicato all'arte botanica: per comunicare esperienze, percorsi di studio artistici e botanici, piccole e grandi informazioni acquisiste dal mondo del web, e sperimentazioni ed applicazioni di tutto ciò che arriva alla nostra conoscenza per essere consapevoli che l'arte apre la mente.
venerdì 5 luglio 2013
Mostra di Arte Botanica di Kate Pitt in Toscana
lunedì 1 luglio 2013
Althea rosa, studio dissezione
venerdì 28 giugno 2013
Althea rosa - Malvone - comportamento
Nei grossi vasi all’entrata, da due anni osservo l’Alcea rosa, che comunemente chiamiamo Malvoni, che ho seminato legata da un ricordo della mia infanzia. Quando ero bambina da Milano andavo a trascorrere le mie vacanze in campagna, dagli zii . In quelle estati lunghe ed interminabili, mi piaceva girare libera a piedi scalzi. L’orto era il luogo preferito: andavo a sentire il profumo dei pomodori che naturalmente non mancavo di assaggiare.Nei vecchi orti c’erano sempre i malvoni , crescevano sul limitare. Quando li vedo sento che sono fiori antichi, della nostra tradizione popolare , mentre le ortensie sono per me fiori antichi delle ricche ville dei primi del 900. Ritornando ai malvoni, ho osservato a lungo il loro comportamento. Comportamento ??? direte voi. Si, dopo aver letto “ La metamorfosi delle piante” di J.W. Goethe guardo lo sviluppo delle piante con occhio curioso: come vite in movimento Il malvone ad esempio sviluppa foglie di forme diverse: alla base sono grandi con lamina cordato-arrotondata, poi diventano più piccole e diventano palmate lobate. L’infiorescenza è formata a racemo, prima è contratta e porta i boccioli strettamente attaccati l’uno all'altro. Quando comincia a fiorire dal basso verso l’alto, sembra essere percorsa da una spinta di energia che aumenta la distanza tra un bocciolo e l’altro. Così il caule cresce a dismisura. Man mano che un fiore sfiorisce e la corolla cade, si apre quello appena successivo: un susseguirsi di contrazione ed espansione.
Da notare che i petali sono separati, ma riuniti alla base da una membrana che inguanta la colonna staminale e quindi quando sfiorisce i petali non cadono ad uno ad uno, bensì raggruppati come una corolla a tubo con petali saldati. A questo punto i sepali più grandi, quelli della seconda fila, rimasti attaccati si contraggono coprendo l’ovario fecondato che svilupperà piano piano i semi raccolti nella capsula. Spettacolare il comportamento degli insetti: si aggrappano alla colonna e si cospargono di polline. Risalta il contrasto il colore pallido del polline sui loro corpi scuri. Quando il fiore è mosso dal vento l’insetto si aggrappa alla colonna e pare godersi il dondolio!!! Naturalmente ho fatto degli sketch che vi mostrerò. Noi pensiamo che le piante, siccome non hanno arti per muoversi, vivano una vita statica insignificante, ed invece………. Quanta energia !!!
giovedì 20 giugno 2013
Botanica di base per artisti botanici - un avvenimento inaspettato
Paola e Patrizia mi hanno chiesto se ci si poteva incontrare sul web per affrontare il tema "metodo per classificare le specie spontanee". Detto fatto ci siamo organizzate.
Nel primo incontro oltre alle nozioni scientifiche di base, ho fatto loro una dimostrazione diretta come procedo: Ho portato 3 piante raccolte nel prato vicino a casa e ...voilà!!!
Le ragazze sono entusiaste anche se hanno evidenziato che "non è poi così facile usare le chiavi botaniche e farlo sul campo ancora di più!!!
Hanno fatto la loro prima uscita e mi hanno autorizzato a pubblicare alcune loro foto e la scheda che abbiamo ideato per facilitare le annotazioni. Sono state davvero in gamba!!!In fondo hanno appena iniziato e già vanno alla grande.
Durante il secondo incontro, dopo l'approfondimento del caule delle foglie, mi hanno detto che oltre alle definizioni botaniche vere e proprie che sono di grandissima utilità e costituiscono la premessa a tutto, si sono accorte che quando ora vanno in giro, non tengono gli occhi e l'attenzione sul cammino, ma su tutto ciò che sta intorno: GUARDO IL MONDO CON OCCHI NUOVI!!!
Proprio una bella soddisfazione per me !! Sono riuscita a trasmetter loro la passione. Ma che cosa è la passione ? per me è il leggiadro movimento dell'animo che si nutre dello stupore di osservare, notare, ricercare e capire la bellezza, l'armonia e l'intelligenza insite nella Natura. Comprendere quanto è vasta la possibilità di conoscenza e non averne mai "abbastanza".
Dimenticavo : Linum bienne, comunemente detto Lino selvatico, ancora presente nei ns campi
martedì 18 giugno 2013
Iris germanica - work in progress
venerdì 14 giugno 2013
Margaret Mee un omaggio alla mia ispiratrice.
lunedì 10 giugno 2013
Iris
Sto lavorando ad un Iris che mi tormenta perchè non riesco ad avere tutto il tempo necessario per terminarla. Anche se il fiore è da mò che è sfiorito, continuo rifacendomi alle foto fatte. Manca ancora molto
venerdì 31 maggio 2013
Disegno: come trasferire il disegno su carta d'acquerello
In risposta alla gentile richiesta di Rossella:
Che la carta da acquerello sia delicata è risaputo, ma che gli artisti disegnino prima in "brutta" e non direttamente sul foglio di carta finale, no !
Cancellare ripetutamente è dannoso perchè la superficie sfregata perde la compattezza ed il pelo del foglio viene "snervato". Più si disegna e più si diventa precisi, ma fare la "brutta" o la versione di studio permette anche di disporre i vari pezzi come in un puzzle: spostandoli sul foglio per "vedere l'effetto che fa"e scegliendo così la versione migliore. Come precedere allora? Usando la "carta da lucido".
Un altro metodo di trasferimento è l'uso della "tavola luminosa". Ricordate quando a scuola si ricalcava appoggiando i fogli sul vetro della finestra? ecco il principio è lo stesso: la luce sul vetro rende trasparente la carta e quindi si vede il disegno e lo si può ricalcare. Farlo però sulla finestra non rende il tratto omogeneo, almeno il mio! Una mia amica ha un tavolino in vetro sotto il quale mette una lampada rivolta all'insù . Geniale!!! Io ho fatto una tavola luminosa con un vecchio cassetto di legno. Ho messo nel cassetto un portalampada e fatto passare il filo nel foro che ho praticato nel lato in alto. La parte superiore del cassetto che è libera, è stata chiusa col vetro che viene fissato al cassetto con 4 staffe avvitate al legno dei lati. Ecco così fatta una scatola luminosa semplice e di poco costo. Usare, invece della lampadina normale che scalda ed imbarca la carta, un piccolo neon. Ultimo consiglio: lo spessore del cassetto non deve essere alto perché vi costringerebbe a lavorare scomodi, appollaiati in cima alla tavola.
Esiste anche una carta carbone di grafite che messa tra il lucido e la carta della bella, abbrevia i tempi di lavoro. So che è venduta negli U.S.A. ma qui non l'ho mai vista.
Se ci sono domande, vi risponderò.
Che la carta da acquerello sia delicata è risaputo, ma che gli artisti disegnino prima in "brutta" e non direttamente sul foglio di carta finale, no !
Cancellare ripetutamente è dannoso perchè la superficie sfregata perde la compattezza ed il pelo del foglio viene "snervato". Più si disegna e più si diventa precisi, ma fare la "brutta" o la versione di studio permette anche di disporre i vari pezzi come in un puzzle: spostandoli sul foglio per "vedere l'effetto che fa"e scegliendo così la versione migliore. Come precedere allora? Usando la "carta da lucido".
- fare il disegno(che chiamiamo brutta) su un foglio normale
- appoggiare la carta da lucido sulla brutta e ricalcare il soggetto. Si ha così il lavoro trasferito sul lucido
- sulla parte rovescia del lucido, stendere uno strato di grafite con matita HB ( usando una B si ha troppa polvere di grafite sul foglio e se si usa una H non rimane la linea), preferibilmente coprendo solo la parte del disegno e non tutto il foglio ( si evitano così di lasciare tracce di grafite dovute all'appoggio della mano)
- posizionare il lucido con la parte rovescia (quella dove abbiamo steso la grafite e non dove abbiamo disegnato) come fosse una carta carbone sulla "bella" e si avrà il disegno verso di noi
- ricalcare il soggetto possibilmente con una matita dura(H2), fare una pressione leggera evitando di incidere la carta sottostante.
Un altro metodo di trasferimento è l'uso della "tavola luminosa". Ricordate quando a scuola si ricalcava appoggiando i fogli sul vetro della finestra? ecco il principio è lo stesso: la luce sul vetro rende trasparente la carta e quindi si vede il disegno e lo si può ricalcare. Farlo però sulla finestra non rende il tratto omogeneo, almeno il mio! Una mia amica ha un tavolino in vetro sotto il quale mette una lampada rivolta all'insù . Geniale!!! Io ho fatto una tavola luminosa con un vecchio cassetto di legno. Ho messo nel cassetto un portalampada e fatto passare il filo nel foro che ho praticato nel lato in alto. La parte superiore del cassetto che è libera, è stata chiusa col vetro che viene fissato al cassetto con 4 staffe avvitate al legno dei lati. Ecco così fatta una scatola luminosa semplice e di poco costo. Usare, invece della lampadina normale che scalda ed imbarca la carta, un piccolo neon. Ultimo consiglio: lo spessore del cassetto non deve essere alto perché vi costringerebbe a lavorare scomodi, appollaiati in cima alla tavola.
Esiste anche una carta carbone di grafite che messa tra il lucido e la carta della bella, abbrevia i tempi di lavoro. So che è venduta negli U.S.A. ma qui non l'ho mai vista.
Se ci sono domande, vi risponderò.
venerdì 24 maggio 2013
Graphite
Questo è il mio primo esame del corso Distance Learning Diploma Course The Society of Botanical Artists naturalmente a grafite.
martedì 21 maggio 2013
ANNE MIDDLETON: GATES OF PARADISE 2 MAY - 1 JUNE 2013 CONWAY STREET, LONDON
sabato 18 maggio 2013
ORTO BOTANICO TOSCOLANO MADERNO
giovedì 16 maggio 2013
Rory McEwen - The Colours Of Reality at Kew Gardens
sabato 11 maggio 2013
The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Pulmonaria officinalis
La Pulmonaria officinalis , secondo Oswald Crollius, nel suo Tractatus de Signaturis, porta la segnatura del polmone ed esattamente nelle macchie bianche delle foglie mature. Queste, che appaiono come macchie più chiare, sono in realtà dovute ad una pigmentazione diversa della superficie fogliare. Specie affascinante per vari motivi: le foglie al nascere non hanno le macchie ma sono omogenee, crescono in maniera spropositata dopo la fioritura, i fiori sono raccolti in gruppetti a cima bipara dal colore vibrante tipico della famiglia delle boragginaceae, peli in abbondanza quasi a formare una sorta di riparo dall'esterno, almeno questa è stata la mia osservazione, come se la pianta si volesse difendere. Notare che la corolla dei fiori è formata da 5 petali uniti, 5 sepali pelosi saldati tra loro che formano il calice, stami che, quando cade la corolla rimangono attaccati ad essa. Il bocciolo è rosa e man mano che il fiore matura diventa
bluette: quindi è dal colore che si stabilisce la successione della fioritura che, mi sembra di ricordare avvenga dal basso verso l'alto.
mercoledì 8 maggio 2013
DAME DI FIORI - Studio arti Floreali - Roma
ARTE BOTANICA NEL TERZO MILLENNIO - Museo della Grafica Pisa
Arte Botanica nel terzo millennio
Botanical Art into the third Millennium
20 aprile - 15 luglio 2013
April 20 - July 15 2013
venerdì 3 maggio 2013
The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Hepatica nobilis
L'Hepatica nobilis si trova nel sottobosco sulle nostre colline moreniche. Secondo Oswald Crollius, nel suo Tractatus de Signaturis, porta la segnatura del fegato sia per la forma triloba della foglia che per il colore presente sul suo rovescio. Mi spiace che la grafite sia difficile da scansionare, ma ....
lunedì 29 aprile 2013
The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Junglas regia
![]() |
| grafite |
sabato 27 aprile 2013
Voci dei fiori- Giardino Botanico Rea
martedì 23 aprile 2013
Margaret Flockton Award 2013
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| Primo vincitore Rogerio Lupo Brasile per Vellozia perdicipes sp.nov. |
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| riconoscimento di merito aKlei Sousa dal Brazil per Cattleya forbesii |
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| riconoscimento di merito a Edmundo Saavedra Vidal dal Mexico per Dennstaedtiaceae in Veracruz |
Margaret_Flockton_Award_2013_exhibition_details
la più grande disegnatrice australiana dei primi del 900, alla quale è dedicata una fondazione che assegna, ogni anno, riconoscimenti ai migliori lavori a grafite o inchiostro. Le tavole, provenienti da tutte le parti del mondo, devono documentare le caratteristiche botanica della specie.
per conoscerla meglio vai a Margaret_Flockton
Bellissimi !!! ma la felce colpisce per la sua precisione e la Cattleya mi piace per la dolcezza della grafite
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domenica 21 aprile 2013
The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Londra EQUISETUM TELMATEIA
Finalmente posso mostrarvi i miei lavori esposti alla mostra di Londra.
Dopo che aver pubblicato tutte le varie fasi di studio dei questa interessantissima specie che, O. Crollius cita nel suo Trattato delle Segnature, quale segnatura della spina dorsale in quanto, entrambe, pianta e organo umano, sono fatte ad incastro delle varie sezioni delle parti componenti, ho riunito il tutto e disegnato ad inchiostro questa tavola.
Come si può vedere, l'Equisetum presenta questa caratteristica nel fusto, nella composizione degli aghi , mentre la spina dorsale umana la presenta nelle vertebre e dischi vari.
Come sapete la mostra si intitolava "Il linguaggio dei fiori o piante", e nel "covare i miei pensieri" emerse la riflessione che in realtà è l'uomo ad attribuire un significato ai fiori, se ne serve per dire qualcosa a qualcuno, ma ad essi non interessa niente di dire "ti amo" o" ti penso" o "ti invidio" "innocenza" ecc.
Siamo noi che li facciamo parlare.
Esiste un vero linguaggio allora???
Si.. il primordiale linguaggio sono i segnali che i fiori emettono per attirare l'insetto, per compiere la loro funzione principale di moltiplicare la specie. Ad esempio le orchidee selvatiche assumono le sembianze dell'insetto pronubo e emettono perfino l'odore, cosicchè questi le scambi per femmine della sua specie e le visiti per fecondarle.
Il secondo caso è questo: portare il segno di ciò che possono curare o meglio di ciò che ha la medesima energia.
Oggi sappiamo che l'Equisetum contiene in buona quantità di acido silicico, ossalico, sali di potassio, saponoside, flavonoidi, ecc. e che è una delle specie rimineralizzanti più valida. Infatti l'acido silicico aumenta l'elasticità dei tessuti, giova alla ricostruzione dello scheletro e quindi accelera la guarigione delle fratture.
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