lunedì 1 luglio 2013

Althea rosa, studio dissezione





Sono sempre stupita da quanto disordine appare sul foglio dei miei studi. Ci si aspetterebbe una successione ordinata di osservazioni ed invece io produco tutt'altro. La spiegazione è semplice: inizio sempre con le cose più ovvie e scontate poi proseguendo scopro nuove particolarità e così disegno. Quando guardo il soggetto di nuovo, mi viene l'idea che per una migliore comprensione, potrei disegnarlo anche così! ed è per questo che non c'è ordine. Ad esempio: avevo disegnato la colonna staminale piena di polline, poi l'ho vista spettinata dagli insetti e poi ho cercato di capire come fosse alla giusta maturazione e così ho piazzato in mezzo alle due il passaggio intermedio. Lo stesso è avvenuto con la corolla di petali sfiorita. prima l'ho disegnata da fuori, poi per far capire ho disegnato la parte terminale che all'origine è attaccata alla pianta, poi tagliandola era un peccato non documentare che la colonna  si sfila come un guanto e così ho aggiunto pure quello.Certo che   potrei, in futuro ridisegnare tutto lo studio con la sequenza giusta. Sì... potrei !!! potrebbe essere un lavoro per l'inverno. Ci penserò! Manca ancora la capsula matura con i semi ben formati: è troppo presto ed il freddo di quest'anno ritarda la maturazione. Però adesso che lo guardo manca anche il fiore aperto. mannaggia!!!!!!! Capite ora perchè non è mai finito?????

venerdì 28 giugno 2013

Althea rosa - Malvone - comportamento



Nei grossi vasi all’entrata, da due anni osservo l’Alcea rosa, che comunemente chiamiamo Malvoni, che ho seminato legata da un ricordo della mia infanzia. Quando ero bambina da Milano andavo a trascorrere le mie vacanze in campagna, dagli zii . In quelle estati lunghe ed interminabili, mi piaceva girare libera a piedi scalzi. L’orto era il luogo preferito: andavo a sentire il profumo dei pomodori che naturalmente non mancavo di assaggiare.Nei vecchi orti c’erano sempre i malvoni , crescevano sul limitare. Quando li vedo sento che sono fiori antichi, della nostra tradizione popolare , mentre le ortensie sono per me fiori antichi delle ricche ville dei primi del 900. Ritornando ai malvoni, ho osservato a lungo il loro comportamento. Comportamento ??? direte voi. Si, dopo aver letto “ La metamorfosi delle piante” di J.W. Goethe guardo lo sviluppo delle piante con occhio curioso: come vite in movimento  Il malvone ad esempio sviluppa foglie di forme diverse: alla base sono grandi con lamina cordato-arrotondata, poi diventano più piccole e diventano palmate lobate. L’infiorescenza è formata a racemo, prima è contratta e porta i boccioli strettamente attaccati l’uno all'altro. Quando comincia a fiorire dal basso verso l’alto, sembra essere percorsa da una spinta di energia che aumenta la distanza tra un bocciolo e l’altro. Così il caule cresce a dismisura. Man mano che un fiore sfiorisce e la corolla cade, si apre quello appena successivo: un susseguirsi di  contrazione ed espansione.

Da notare che i petali sono separati, ma riuniti alla base da una membrana che inguanta la colonna staminale e quindi quando sfiorisce i petali non cadono ad uno ad uno, bensì raggruppati come una corolla a tubo con petali saldati. A questo punto i sepali più grandi, quelli della seconda fila, rimasti attaccati si contraggono coprendo l’ovario fecondato che svilupperà piano piano i semi raccolti nella capsula. Spettacolare il comportamento degli insetti: si aggrappano alla colonna  e si cospargono di polline. Risalta il contrasto  il colore pallido del polline sui loro corpi scuri. Quando il fiore è mosso dal vento l’insetto si aggrappa alla colonna e pare godersi il dondolio!!! Naturalmente ho fatto degli sketch che vi mostrerò. Noi pensiamo che le piante, siccome non hanno arti per muoversi, vivano una vita statica insignificante, ed invece……….  Quanta energia !!!


giovedì 20 giugno 2013

Botanica di base per artisti botanici - un avvenimento inaspettato




Paola e Patrizia mi hanno chiesto se ci si poteva incontrare sul web per affrontare il tema "metodo per classificare le specie spontanee". Detto fatto ci siamo organizzate.
Nel primo incontro oltre alle nozioni scientifiche di base, ho fatto loro una dimostrazione diretta come procedo: Ho portato 3 piante raccolte nel prato vicino a casa e ...voilà!!!

Le ragazze sono entusiaste anche se hanno evidenziato che "non è poi così facile usare le chiavi botaniche e farlo sul campo ancora di più!!!
Hanno fatto la loro prima uscita e mi hanno autorizzato a pubblicare alcune loro foto e la scheda che abbiamo ideato per facilitare le annotazioni. Sono state davvero in gamba!!!In fondo hanno appena iniziato e già vanno alla grande.


Durante il secondo incontro, dopo l'approfondimento del caule  delle foglie, mi hanno detto che oltre alle definizioni botaniche vere e proprie che sono di grandissima utilità e costituiscono la premessa a tutto, si sono accorte che quando  ora vanno in giro, non tengono gli occhi e l'attenzione sul cammino, ma su tutto ciò che sta intorno: GUARDO IL MONDO CON OCCHI NUOVI!!!

Proprio una bella soddisfazione per me !! Sono riuscita a trasmetter loro la passione. Ma che cosa è la passione ? per me è il leggiadro movimento dell'animo che si nutre dello stupore di osservare, notare, ricercare e capire la bellezza, l'armonia e l'intelligenza insite nella Natura. Comprendere quanto è vasta la possibilità di conoscenza e non averne mai "abbastanza".

Dimenticavo :   Linum bienne, comunemente detto Lino selvatico, ancora presente nei ns campi

martedì 18 giugno 2013

Iris germanica - work in progress

Completato il bocciolo

iniziato il fiore sfiorito


quasi terminato 

venerdì 14 giugno 2013

Margaret Mee un omaggio alla mia ispiratrice.

Quanto mi sarebbe piaciuto incontrarla !!!! quanto avrei imparato da lei !!!!! non solo per l 'arte, ma penso all'andare con lei nella foresta, chiacchierando come due vecchie amiche.

lunedì 10 giugno 2013

Iris


Sto lavorando ad un Iris che mi tormenta perchè non riesco ad avere  tutto il tempo necessario per terminarla. Anche se il fiore è da mò che è sfiorito, continuo rifacendomi alle foto fatte. Manca ancora molto

venerdì 31 maggio 2013

Disegno: come trasferire il disegno su carta d'acquerello

In risposta alla gentile richiesta di Rossella:

Che la carta da acquerello sia delicata è risaputo, ma che gli artisti disegnino prima in "brutta" e non direttamente sul foglio di carta finale, no !

Cancellare ripetutamente è dannoso perchè la superficie sfregata perde la compattezza ed il pelo del foglio viene "snervato". Più si disegna e più si diventa precisi, ma fare la "brutta" o la versione di studio permette anche di disporre i vari pezzi come in un puzzle: spostandoli sul foglio per "vedere l'effetto che fa"e scegliendo così la versione migliore. Come precedere allora? Usando la "carta da lucido".

  1. fare il disegno(che chiamiamo brutta) su un foglio normale
  2. appoggiare la carta da lucido sulla brutta e ricalcare il soggetto. Si ha così il lavoro trasferito sul lucido
  3. sulla parte rovescia del lucido, stendere uno strato di grafite con matita HB ( usando una B si ha troppa polvere di grafite sul foglio e se si usa una H non rimane la linea), preferibilmente coprendo solo la parte del disegno e non tutto il foglio ( si evitano così di lasciare tracce di grafite dovute all'appoggio della mano)
  4. posizionare il lucido con la parte rovescia (quella dove abbiamo steso la grafite e non dove abbiamo disegnato) come fosse una carta carbone sulla "bella" e si avrà il disegno verso di noi
  5. ricalcare il soggetto possibilmente con una matita dura(H2), fare una pressione leggera evitando di incidere la carta sottostante.
Consiglio di fare delle prove di composizione  con i soggetti trasferiti sul lucido prima di stendere la grafite sul rovescio. Questo perchè muovendo il lucido si rischierebbe di sporcare il foglio. Solo dopo aver deciso la composizione ed averla rimirata da lontano per osservarne l'armonia,  si proseguirà col punto 3 e via via.


Un altro metodo di trasferimento è l'uso della "tavola luminosa". Ricordate quando a scuola si ricalcava appoggiando i fogli sul vetro della finestra? ecco  il principio è lo stesso: la luce sul vetro rende trasparente la carta e quindi si vede il disegno e lo si può ricalcare. Farlo però sulla finestra non rende il tratto omogeneo, almeno il mio! Una mia amica ha un tavolino in vetro sotto il quale mette una lampada rivolta all'insù . Geniale!!!  Io ho fatto una tavola luminosa con un vecchio cassetto di legno. Ho messo nel cassetto un portalampada e fatto passare il filo nel foro che ho praticato nel lato in alto. La parte superiore del cassetto che è libera, è stata chiusa col vetro che viene fissato al cassetto con 4 staffe avvitate al legno dei lati. Ecco così fatta una scatola luminosa semplice e di poco costo. Usare, invece della lampadina normale che scalda ed imbarca la carta, un piccolo neon. Ultimo consiglio: lo spessore del cassetto non deve essere alto perché vi costringerebbe a lavorare scomodi, appollaiati in cima alla tavola.
Esiste anche una carta carbone di grafite che messa tra il lucido e la carta della bella, abbrevia i tempi di lavoro. So che è venduta negli U.S.A. ma qui non l'ho mai vista.

Se ci sono domande, vi risponderò.

venerdì 24 maggio 2013

Graphite

Questo è il mio primo esame del corso Distance Learning Diploma Course  The Society of Botanical Artists naturalmente a grafite.

sabato 11 maggio 2013

The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Pulmonaria officinalis


La Pulmonaria officinalis , secondo Oswald Crollius, nel suo Tractatus de Signaturis, porta la segnatura del polmone ed esattamente nelle macchie bianche delle foglie mature. Queste, che appaiono come macchie più chiare, sono in realtà dovute ad una pigmentazione diversa della superficie fogliare. Specie  affascinante per vari motivi: le foglie al nascere non hanno le macchie ma sono omogenee, crescono in maniera spropositata dopo la fioritura, i fiori sono raccolti in gruppetti a cima bipara dal  colore vibrante tipico della famiglia delle boragginaceae, peli in abbondanza quasi a formare una sorta di riparo dall'esterno, almeno questa è stata la mia osservazione, come se la pianta si volesse difendere. Notare che la corolla dei fiori è formata da 5 petali uniti, 5 sepali pelosi saldati tra loro che formano il calice, stami che, quando cade la corolla rimangono attaccati ad essa. Il bocciolo è rosa e man mano che il fiore matura diventa 
bluette: quindi è dal colore che si stabilisce la successione della fioritura che, mi sembra di ricordare avvenga dal basso verso l'alto.

mercoledì 8 maggio 2013

venerdì 3 maggio 2013

The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Hepatica nobilis

L'Hepatica nobilis si trova nel sottobosco sulle nostre colline moreniche. Secondo Oswald Crollius, nel suo Tractatus de Signaturis, porta la segnatura del fegato sia per la forma triloba della foglia che per il colore presente sul suo rovescio. Mi spiace che la grafite sia difficile da scansionare, ma ....

lunedì 29 aprile 2013

The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Junglas regia

grafite 
Sentiamo spesso dire che le noci fanno bene al cervello.  Infatti nella noce c'è la segnatura del cervello e nel gheriglio la segnatura della scatola cranica.

martedì 23 aprile 2013

Margaret Flockton Award 2013

Primo vincitore Rogerio Lupo
  Brasile per Vellozia perdicipes sp.nov.
 riconoscimento di merito aKlei Sousa
dal Brazil per 
Cattleya forbesii

















 riconoscimento di merito a Edmundo Saavedra Vidal
dal Mexico per 
Dennstaedtiaceae in Veracruz


Margaret_Flockton_Award_2013_exhibition_details 
 la più grande disegnatrice australiana dei primi del 900, alla quale è dedicata una fondazione che assegna, ogni anno,  riconoscimenti ai   migliori lavori a grafite o inchiostro. Le tavole, provenienti da tutte le parti del mondo, devono documentare le caratteristiche botanica della specie.
per conoscerla meglio vai a Margaret_Flockton
Bellissimi !!! ma la felce colpisce per la sua precisione e la Cattleya mi piace per la dolcezza della grafite

domenica 21 aprile 2013

The Society of Botanical Artists Annual Open Exhibition - Westminster Central Hall - Londra EQUISETUM TELMATEIA

Finalmente posso mostrarvi i miei lavori esposti alla mostra  di Londra. 

Dopo che aver pubblicato tutte le varie fasi di studio dei questa interessantissima specie che, O. Crollius cita nel suo Trattato delle Segnature, quale segnatura della spina dorsale in quanto, entrambe, pianta e organo umano, sono fatte ad incastro delle varie sezioni delle parti componenti, ho riunito il tutto e disegnato ad inchiostro questa tavola. 
Come si può vedere, l'Equisetum presenta questa caratteristica nel fusto, nella composizione degli aghi , mentre la spina dorsale umana la presenta nelle vertebre e dischi vari.
Come sapete la mostra  si intitolava "Il linguaggio dei fiori o piante", e nel "covare i miei pensieri" emerse la riflessione che in realtà è l'uomo ad attribuire un significato ai fiori, se ne serve per dire qualcosa a qualcuno, ma ad essi non interessa niente di dire "ti amo" o" ti penso" o "ti invidio" "innocenza" ecc.
Siamo noi che li facciamo parlare.
Esiste un vero linguaggio allora??? 
Si.. il primordiale linguaggio sono i segnali che i fiori emettono per attirare l'insetto, per compiere la loro funzione principale di moltiplicare la specie. Ad esempio le orchidee selvatiche assumono le sembianze dell'insetto pronubo e emettono perfino l'odore,  cosicchè questi le scambi per femmine della sua specie e le visiti per fecondarle. 
Il secondo caso è questo:  portare il segno di ciò che possono curare o  meglio di ciò che ha la medesima energia.
Oggi sappiamo che l'Equisetum contiene in buona quantità di acido silicico, ossalico, sali di potassio, saponoside, flavonoidi, ecc. e che è una delle specie rimineralizzanti più valida. Infatti l'acido silicico aumenta l'elasticità dei tessuti, giova alla ricostruzione dello scheletro e quindi accelera la guarigione delle fratture.